foto Alessandro Picciurro, fotografo

La cappella palatina è dedicata fin dal XIII secolo ai santi Filippo e Giacomo.

Strutturalmente è composta di una navata unica (m 8 x m 5), coperta da due volte a crociera, con transetto sormontato da una cupola semisferica.

Un arco trionfale separa il presbiterio dalla navata.

La parte presbiteriale è costituita dall’abside centrale e da due nicchie laterali; ai lati si aprono due bracci coperti da due volte a crociera, ognuno dei quali presenta una nicchia.

Le pareti conservano ancora le tracce di affreschi andati purtroppo perduti.

In fondo si eleva la cupola semisferica, simile a un minareto arabo, che si sovrappone al quadrato del presbiterio mediante quattro raccordi angolari a nicchia che, alternati ad altre quattro piccole finestre ogivali, formano una base ottagonale e facilitano il passaggio dalla base quadrangolare a quella circolare della cupola.

A fianco del tamburo, tra questo e la parte del muro di prospetto, è ricavato un piccolo ambiente che probabilmente accoglieva la campana.

Lo schema generale della cappella richiama alcune chiese siciliane risalenti al periodo della Contea.

Nonostante le caratteristiche generali comuni a queste chiesa , la cappella di Maredolce presenta, nell’esecuzione della cupola, delle caratteristiche eccezionali:  ad esempio il perfetto passaggio dalla base quadrata a quella ottagonale delle nicchie, la quale viene coronata in modo raffinato dalla base circolare della cupola, sormontando elegantemente il presbiterio.

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