Nel 1736, in contrada Maredolce a Palermo, venne edificata, con il contributo di tanti devoti Marinesi, una chiesa intitolata a Nostra Signora di tutte le Grazie, che prese poi il nome di San Ciro al quale era dedicata una cappella all’interno della chiesa.

In quel luogo, il culto al Santo Patrono di Marineo si rafforzò con l’istituzione della Confraternita di San Ciro, secondo quanto scritto nel suo Diario dal Marchese di Villabianca, ad opera del barbiere Vincenzo Camarda.

Dopo i restauri da parte della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Palermo e la riapertura al culto della Chiesa, voluta da Don Angelo Mannina, Parroco di Bonagia, la Confraternita di San Ciro di Marineo, nella giornata di domenica 30 settembre 2018, ha voluto ripercorrere i luoghi di San Ciro di Maredolce grazie allo scambio intrapreso con l’Associazione “Parco e Castello di Maredolce”, guidata da Domenico Ortolano, al quale è stata donata una targa per l’impegno profuso in tutti questi anni nel territorio.

Nella mattinata i Marinesi hanno visitato il Castello della Favara e successivamente la chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi, riscoprendo un luogo cantato da poeti e viaggiatori arabi con la sua isola ed il laghetto su cui si specchiava il Castello, alimentato dalle sorgenti di acqua dolce del Monte Grifone.

Nel pomeriggio, dopo avere visitato la chiesa di San Ciro, è stata officiata la Santa Messa dal Parroco di Maria SS. di Pompei, Don Angelo Mannina, con una chiesa gremita, che ha evidenziato, nel corso dell’omelia, il ruolo dei Marinesi nell’edificazione di quel tempio.

Successivamente il Superiore Franco Schimmenti, a nome della Confraternita, ha voluto donare una targa a Don Angelo Mannina per instaurare uno scambio tra le due comunità religiose nel segno di San Ciro. All’iniziativa era presente il vice Parroco Padre Giovanni Oliva, anche lui originario di Marineo, che ha auspicato tale rapporto.

All’interno della chiesa di San Ciro, un momento molto bello e suggestivo, che ha emozionato tutti indistintamente, è stato quello del canto della preghiera tipica dei Marinesi: “Salve o Martire San Ciro” e del santino distribuito a tutti i fedeli con l’immagine di San Ciro e la preghiera in dialetto siciliano: “Santu Ciru di Mariduci – ‘nterra e in mari nni produci, – ogghiu vugghenti bagnu ci facia – pi ludari la Trinità. E centumila voti – ludamu a Santu Ciru. – Ludamulu sempri spissu – Lu cavaleri di Gesù Cristu”.

A conclusione della Messa il Parroco ha voluto ringraziare anche la Sovrintendenza ai Beni Culturali di Palermo, che ha stanziato 65 mila euro per ripristinare gli infissi della Chiesa ed arginare con una manutenzione i danni provocati dalle infiltrazioni d’acqua che provengono dalla copertura. Sicuramente un intervento necessario per evitare l’ulteriore degrado della Chiesa.